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Opere a scomputo, per realizzarle serve una prova scritta

In: News 03 mag 2013

Perché gli oneri di urbanizzazione siano sostituiti da lavori non è sufficiente l’accordo verbale con la PA

news opereLa prova che una Amministrazione accetta la realizzazione di opere a scomputo degli oneri di urbanizzazione deve risultare da atti scritti e non solo da accordi verbali. Si è espresso in questi termini il Tar Piemonte con la sentenza 356/2013.

Il caso esaminato dal Tribunale Amministrativo riguarda una società che aveva ottenuto la concessione edilizia per la realizzazione di alcuni fabbricati e pagato la prima rata degli oneri di urbanizzazione.

Dopo il pagamento, la società aveva presentato un progetto di riqualificazione di un immobile comunale che avrebbe dovuto sostituire il pagamento della seconda e della terza rata degli oneri di urbanizzazione.

Il Comune, che in un primo momento si era mostrato interessato, aveva in seguito preteso il versamento delle rate e delle sanzioni per il ritardo nel pagamento.

A questo punto la società aveva obiettato che i termini di pagamento erano stati sospesi dato che l’Amministrazione in un primo momento aveva accolto la proposta delle opere a scomputo degli oneri di urbanizzazione con una nota assessorile.

Il Tar ha però precisato che nella nota c’era solo l’invito a prendere accordi con l’ufficio competente per la redazione del progetto. Dagli atti non risultava che la società avesse agito in tal senso né che l’Amministrazione avesse autorizzato la realizzazione delle opere.

Il ricorso è stato quindi respinto perchè gli accordi verbali non sono sufficienti a provare le intenzioni della Pubblica Amministrazione.

Articolo estratto da edilportale.com

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